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Basilicanova
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mwfqBasilicanova (mwfgBezganóla in mwfwdialetto parmigianocite-ref-2[2]) è una frazione di mwha3 231 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] del comune di mwiqMontechiarugolo, in mwigprovincia di Parma.
Contents
• Clima
• Storia
• Economia
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Clima
Il clima di Basilicanova è tipicamente continentale. Per quanto riguarda le temperature, si passa dalle medie massime di 28,6mwpq °C di luglio alle medie minime di -1,5mwpg °C di gennaio. Per quanto riguarda la piovosità, in luglio cadono mediamente 44mwpw mm di pioggia, mentre in novembre ne cadono 101mwqa mm.cite-ref-6[6]
Origini del nome
Il toponimo deriva da una mwrwBasilica Nova eretta nel 921; con tale termine si designava in epoca medievale un mwsaaltare o un mwsqoratorio mwsgcristiano edificato per volere di un mwswSignore feudale.cite-ref-basilicanova-7-0[7]
Storia
Il primo insediamento abitato nella zona di Basilicanova sorse già nell'mwugetà del bronzo, come testimoniato dal rinvenimento di alcune tracce di un villaggio palafitticolo abitato dai mwuwTerramaricoli fino al mwvaXII secolo a.C.;cite-ref-dall-aglio-234-8-0[8] non lontano l'antico popolo costruì una piccola fornace a cielo aperto per la cottura di ceramiche, rinvenuta nel 1995 durante gli scavi per la realizzazione di un metanodotto.cite-ref-9[9]
A partire dal mwxgIX secolo a.C. negli stessi territori si insediarono alcune tribù mwxwliguri di cultura mwyavillanoviana, alle quali subentrarono nel mwyqII secolo a.C. i primi mwygRomani,cite-ref-10[10] che lasciarono numerosi reperti in tutta la zona,cite-ref-11[11] tra cui alcune medaglie e monete riportate alla luce in località Casale.cite-ref-dall-aglio-234-8-1[8]
Nei pressi di mwewMamiano i Bravi, fedeli alleati dei mwfaRossi, eressero il mwfqcastello di Pariano già prima del 1080,cite-ref-basilicanova-7-2[7] mentre la mwggrocca di Basilicanova sorse forse nel mwgwXIII secolo per volere della famiglia Piticheldi, che ne risultava proprietaria nel 1269.cite-ref-basilicanova-1-12-0[12]cite-ref-dall-aglio-235-13-0[13]
Nel 1334 i Rossi si impossessarono della rocca durante gli scontri con mwjqMastino II della Scala, che attaccò il maniero e lo diede alle fiamme,cite-ref-basilicanova-1-12-1[12] distruggendo anche la vicina pieve romanica risalente al mwkgX secolo;cite-ref-basilicanova-7-3[7] il forte fu ricostruito dai Rossi l'anno seguente,cite-ref-dall-aglio-235-13-1[13] ma già nel 1336 fu nuovamente attaccato e danneggiato dalle truppe scaligere.cite-ref-basilicanova-1-12-2[12]
Gli scontri sconvolsero la zona soprattutto agli inizi del mwoaXV secolo, quando nel 1405 mwoqGiacomo e mwogOttobuono de' Terzi, acerrimi nemici dei Rossi, espugnarono con l'aiuto di mwowGuido Torelli i castelli di Mamiano e di Pariano, annettendone i feudi.cite-ref-14[14] Nel 1409, in occasione della ratifica del trattato di pace col mwqamarchese di Ferrara mwqqNiccolò III d'Este, Ottobuono de' Terzi fu ucciso a mwqgRubiera da mwqwMuzio Attendolo Sforza, mentre Guido Torelli fu arrestato e liberato in cambio della promessa dei suoi servigi;cite-ref-15[15] il conte mosse quindi contro il castello di Pariano,cite-ref-16[16] mentre le truppe del marchese di Ferrara assediarono mwtaMontecchio e mwtqCavriago, costringendo i mwtgTerzi alla resa; Niccolò divenne quindi il nuovo Signore di mwtwParmacite-ref-17[17] e concesse ai Rossi, suoi alleati dal 1408, di ricostruire il castello di Basilicanova,cite-ref-18[18] che fu innalzato in forme possenti nel 1411;cite-ref-19[19]cite-ref-dall-aglio-235-13-2[13] il marchese nel 1416 incaricò mwyaUguccione dei Contrari di restituire il castello di Pariano ai Bravi.cite-ref-20[20]
Nel 1420 mwzgGuido Torelli rinsaldò l'alleanza col mwzwduca mw0aFilippo Maria Visconti e con l'aiuto dei mw0qPallavicino costrinse Niccolò d'Este a restituire Parma al milanese;cite-ref-21[21] nel 1424 Pietro de' Rossi ottenne dal duca di Milano la restituzione dei feudi di mw1gCarona, di mw1wTiorre, di mw2aCastrignano, di Motta di Basilicanova e dell'annessa Mamiano.cite-ref-22[22]
Nel 1465 mw3gPier Maria II de' Rossi assegnò nel testamento il mw3wcastello di Torrechiara con i borghi di Basilicanova, mw4aSan Michele Tiorre, mw4qTordenaso, mw4gTiorre, mw4wRivalta, mw5aCazzola, mw5qSanta Maria del Piano, mw5gLesignano, mw5wStadirano e Masdone a Ottaviano,cite-ref-pezzana-311-23-0[23] che, pur risultando formalmente figlio di mw7aBianca Pellegrini, sua amante, e del marito Melchiorre Arluno, in realtà era molto più probabilmente figlio naturale del Conte.cite-ref-24[24] Tuttavia, Ottaviano premorì a Pier Maria,cite-ref-25[25] perciò i beni a lui destinati furono assegnati all'erede principale mw9qGuido.cite-ref-pezzana-311-23-1[23] Il 20 marzo 1470 il Conte ricevette conferma da parte del duca mw-gGaleazzo Maria Sforza dell'investitura su mw-wTorrechiara e su sessantun manieri e borghi del mw-aParmense, tra i quali Basilicanova.cite-ref-26[26]
Nel 1482, durante la mwaqiguerra dei Rossi, il condottiero mwaqmSforza Secondo Sforza attaccò vittoriosamente la rocca di Basilicanova, grazie al tradimento del castellano Pietro Ugorossi.cite-ref-27[27] Nel mese di novembre, in seguito alla morte di Pier Maria, il figlio Giacomo riconquistò il castello, disattendendo gli accordi con mwaqgLudovico il Moro; quest'ultimo contrattaccò nel 1483, espugnando la rocca che assegnò a mwaqkGian Giacomo Trivulzio;cite-ref-dall-aglio-235-13-3[13]cite-ref-basilicanova-7-4[7] il duca conquistò anche Pariano, che affidò in un primo tempo al Trivulzio e nel 1495 al condottiero Gaspare Sanseverino. Nel 1500, dopo la presa del potere a Milano da parte del mwarire di Francia mwarmLuigi XII, Pietro Bravi rientrò in possesso di Pariano.cite-ref-pariano-28-0[28]
Nel 1504 Giangiacomo Trivulzio alienò, col consenso di Luigi XII, il maniero di Basilicanova al mwarkmarchese di San Secondo mwaroTroilo I de' Rossi.cite-ref-29[29]cite-ref-dall-aglio-235-13-4[13] Alla morte di quest'ultimo, nel 1521 la rocca passò al figlio mwasmPier Maria III e alla moglie mwasqBianca Riario, sorellastra da parte di madre di mwasuGiovanni dalle Bande Nere; il cugino mwasyFilippo Maria, conte di mwascCorniglio, nel 1522 assaltò di sorpresa il maniero espugnandolo facilmente; Pier Maria e lo zio Giovanni dopo pochi giorni riconquistarono la roccacite-ref-basilicanova-3-30-0[30] e si impadronirono anche del forte di Pariano, il cui feudo fu unito definitivamente a quello di Basilicanovacite-ref-pariano-28-1[28] e assegnato a mwataGiulio Cesare de' Rossi.cite-ref-litta-31-0[31]
Nel 1539 Giulio Cesare rapì Maddalena Sanseverino, primogenita del conte mwatyRoberto ed ereditiera del feudo di mwatcColorno, e la sposò; il mwatgpapa Paolo III, nella sua qualità di sovrano di Parma, che dal 1521 dipendeva stabilmente dallo mwatkStato della Chiesa,cite-ref-32[32] condannò il Rossi alla confisca delle sue terre parmensicite-ref-dall-aglio-235-13-5[13]cite-ref-litta-31-1[31] e fece radere al suolo la rocca di Basilicanova,cite-ref-dall-aglio-235-13-6[13]cite-ref-basilicanova-3-30-1[30] mentre il castello di Pariano fu abbattuto durante gli scontri.cite-ref-pariano-28-2[28] Nel 1545 il pontefice insignì dei due feudi annessi il nipote mwaviSforza I Sforza di Santa Fiora.cite-ref-33[33]
Nel 1707 le terre furono ereditate con gli altri beni della famiglia Sforza di Santa Fiora dal duca di mwavgOnano Federico III Sforza, che dal 1673 aveva aggiunto al proprio il cognome della moglie mwavkLivia Cesarini;cite-ref-dall-aglio-235-13-7[13] gli Sforza Cesarinicite-ref-34[34] ne mantennero l'investitura fino all'abolizione dei diritti feudali sancita da mwawiNapoleone nel mwawmducato di Parma e Piacenza nel 1805;cite-ref-35[35] l'anno seguente Basilicanova fu inglobata nel costituendo Comune di Montechiarugolo.cite-ref-36[36]
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa di San Giovanni Battista
Costruita originariamente tra il mwaxqVII e l'mwaxuVIII secolo, la pieve, menzionata per la prima volta nel 921, fu rasa al suolo nel 1334 in occasione della distruzione del vicino mwaxycastello di Basilicanova per mano di Mastino II della Scala; riedificata più a ovest forse già pochi anni dopo, fu dotata di campanile alla fine del mwaxcXVIII secolo; quasi completamente ricostruita in stile mwaxgneobizantino tra il 1915 e il 1920 su progetto dell'architetto Camillo Uccelli, fu completata con la nuova facciata disegnata dal geometra Luigi Adorni nel 1939 e affrescata internamente dal pittore Emanuele Quintavalla nel 1949; la chiesa, ristrutturata nel 2017, conserva dell'antica struttura soltanto il campanile tardo-settecentesco.cite-ref-37[37]cite-ref-38[38]
Oratorio di San Fermo e Natività di Maria Vergine
Edificato originariamente nel 1610 nel Prato del ponte della Maestà per volere del sacerdote Bernardo Politi, appartenente alla casata proprietaria della vicina Villa Politi, il piccolo oratorio in rovina fu completamente ricostruito agli inizi del mwaygXVIII secolo in stile mwaykbarocco accanto alla villa; donato alla mwayoparrocchia di Basilicanova nel 1916 da parte degli eredi dell'ultima contessa Politi, fu restaurato e decorato nel 1959 su finanziamento della famiglia Mutti, proprietaria dal 1907 della villa e fondatrice dell'mwaysazienda omonima adiacente. L'edificio, sviluppato su una pianta a navata unica, presenta una facciata tripartita da quattro mwaywlesene, a sostegno del mway0frontone mistilineo di coronamento; gli interni, ornati con paraste mway4doriche e affreschi sulle coperture, conservano alcuni antichi dipinti.cite-ref-39[39]cite-ref-40[40]cite-ref-41[41]cite-ref-oratori-42-0[42]
Oratorio di Sant'Ermanno
Menzionato per la prima volta nel 1230 nel mwaaeCapitulum seu Rotulus Decimarum della mwaaidiocesi di Parma tra le dipendenze della mwaampieve di Basilicanova, l'oratorio, unitamente alle terre circostanti, fu alienato nello stesso anno ai mwaaqfrancescani della chiesa di San Francesco il Piccolo di Parmacite-ref-43[43], grazie all'aiuto economico da parte di un certo Sopramaggio di Basilicanova; elevato a sede di mwaakpriorato, fu unito nel 1348 all'mwaaoabbazia di Santa Felicola, dipendente dapprima dagli mwaasagostiniani e dal 1454 dai mwaawCanonici Regolari Lateranensi di mwaa0San Sepolcro; assegnato nel 1789 insieme a Santa Felicola all'mwaa4ospedale della Misericordia di Parma per volere del mwaa8papa Pio VI, fu sconsacrato; alienato unitamente alla tenuta di Santa Romana verso la fine del mwabaXIX secolo a Emilio Medioli, fu interamente restaurato; benedetto l'8 aprile 1934, passò in seguito alla famiglia Gemello Rovesti. Il piccolo edificio si sviluppa su una navata unica e presenta una semplice mwabefacciata a capanna, delimitata da due mwabilesene e coronata da un mwabmfrontone triangolare con mwabqoculo cruciforme centrale.cite-ref-44[44]cite-ref-oratori-42-1[42]cite-ref-45[45]
Castello di Basilicanova
Innalzato forse nel mwacqXIII secolo per volere della famiglia Piticheldi, il castello fu conquistato nel 1334 dai Rossi, ma successivamente incendiato da Mastino II della Scala; ricostruito l'anno seguente dai Rossi, fu nuovamente attaccato nel 1336 dalle truppe scaligere; riedificato in forme possenti nel 1411 dai fratelli Giacomo e Pietro de' Rossi, fu conquistato durante la guerra dei Rossi del 1483 da Ludovico il Moro e assegnato a Giangiacomo Trivulzio; alienato nuovamente a Troilo I de' Rossi, nel 1539 fu confiscato dal papa Paolo III e raso definitivamente al suolo per sua volontà; sulle rovine fu edificata dai conti Sforza di Santa Fiora tra il mwacuXVI e il mwacyXVII secolo la Villa Giovanardi.cite-ref-basilicanova-1-12-3[12]cite-ref-dall-aglio-235-13-8[13]cite-ref-46[46]
Castello di Pariano
Edificato probabilmente nell'mwadyXI secolo dalla famiglia Bravi nei pressi di mwadcMamiano, il castello fu espugnato nel 1405 da Giacomo e Ottobuono de' Terzi, ma riconquistato nel 1409 dal marchese di Ferrara Niccolò III d'Este, che nel 1416 lo restituì ai Bravi; rinforzato nel 1482 durante la guerra dei Rossi, fu occupato l'anno seguente da Ludovico il Moro e assegnato dapprima a Giangiacomo Trivulzio e successivamente al condottiero Gaspare Sanseverino; attribuito nuovamente ai Bravi nel 1500, fu conquistato nel 1522 da Pier Maria III de' Rossi con l'aiuto dello zio Giovanni dalle Bande Nere e assegnato al fratello Giulio Cesare de' Rossi; annesso al feudo di Basilicanova, fu confiscato e distrutto nel 1539 dal papa Paolo III, che ne investì il nipote Sforza Sforza di Santafiora; accanto alle rovine del castello, oggi scomparso, fu edificata in epoca imprecisata la Corte di Pariano.cite-ref-47[47]
Villa Giovanardi
Costruita tra il mwaeiXVI e il mwaemXVII secolo sulle rovine del mwaeqcastello di Basilicanova per volere dei conti Sforza di Santa Fiora, la villa, unitamente alla tenuta circostante, passò nel 1707 al duca di mwaeuOnano Federico III Sforza, che dal 1673 aveva aggiunto al proprio il cognome della moglie mwaeyLivia Cesarini; sequestrata nel 1832 dalla duchessa mwaecMaria Luigia, nel 1861 fu restituita al duca Lorenzo Sforza Cesarini dopo una lunga vertenza legale; alienata in seguito a tal Salvoni, fu acquistata verso la fine del mwaegXIX secolo da Ferdinando Giovanardi quale residenza per la sua famiglia; ereditata dal figlio Bruno, fu completamente restaurata e trasmessa ai suoi discendenti. L'edificio, sviluppato su una pianta pressoché rettangolare, sorge su una piccola altura, raggiungibile attraverso una breve scalinata centrale; elevata su tre livelli principali fuori terra, presenta murature in sasso a mwaekscarpa, illuminate da aperture disposte in modo irregolare; la struttura muraria di base conserva parte delle fondamenta dell'antica rocca, il cui mastio era collocato sul luogo della sala da pranzo della villa. All'interno delle sale sono ospitati numerosi reperti di ogni epoca rinvenuti nei sotterranei e nel giardino durante gli scavi effettuati negli anni, tra cui due ciotole preistoriche, armi medievali e palle di mwaeobombarda, cui si aggiungono quelli donati dalla famiglia Giovanardi al mwaesmuseo archeologico nazionale di Parma; nulla rimane invece delle torri del maniero, i cui basamenti erano ancora visibili fino agli inizi del mwaewXX secolo; l'ampio parco circostante è accessibile dalla strada attraverso l'mwae0arcata a tutto sesto posta al centro dell'edificio del custode.cite-ref-48[48]cite-ref-dall-aglio-235-13-9[13]
Villa Mutti
Costruita originariamente intorno alla metà del mwafwXVI secolo per volere della famiglia Politi, la villa, unitamente alla vasta tenuta adiacente, appartenne alla casata, elevata nel XVIII secolo al rango mwaf0comitale, fino al 1905, quando morì l'ultima erede Marianna Politi vedova Zambeccari, che lasciò la proprietà alla mwaf4Società salesiana di San Giovanni Bosco; alienata nel 1907 all'imprenditore Marcellino Mutti, fu interamente restaurata e arricchita dell'ampio giardino antistante, ricavato deviando il corso di un canale acquitrinoso. Il grande edificio mwaf8barocco, sviluppato su una pianta a L, si eleva su due livelli principali fuori terra; i prospetti presentano al piano terreno una decorazione in mwagafinto bugnato, scandita da una serie di mwagelesene, mentre al piano superiore si aprono numerose finestre delimitate da cornici e sormontate da mwagifrontoni; al centro della facciata sud è collocato il portale d'ingresso, affiancato da due colonne mwagmioniche a sostegno del balcone del livello superiore; il sottotetto è illuminato da una serie di mwagqoculi ovali; all'estremità orientale si allunga una piccola ala a un unico livello, sormontata da una terrazza. All'interno si accede dall'androne centrale passante, coperto da una mwaguvolta a botte adornata nel mezzo da un ovale seicentesco in stucco, contenente un affresco raffigurante mwagyL'Aurora e il Tempo attribuito a mwagcGiovanni Bolla, autore probabilmente anche dell'mwaggApollo posto in chiave di volta in un'altra stanza; ai lati si aprono varie sale, coperte da mwagkvolte a vela decorate; di particolare pregio risulta la camera del Vescovo, in cui è conservata l'mwagoalcova seicentesca riccamente ornata con stucchi e affreschi sulle pareti, sull'arco e al centro della volta, ove sono rappresentati alcuni mwagsAngeli. A sud si sviluppa il parco, piantumato con alberi d'alto fusto, mentre immediatamente a ovest sorge l'oratorio settecentesco di San Fermo e Natività di Maria Vergine; a nord ed est si ergono gli stabilimenti industriali della mwagwMutti.cite-ref-49[49]cite-ref-50[50]
Geografia antropica
Basilicanova comprende una serie di località minori sparse nei dintorni: Crocile, Piazza, Santa Romana, Boceti, Lovetta, Fornace, Pariano, Casale e Case Nuove.cite-ref-dall-aglio-234-8-3[8]
Economia
Oltre al settore agricolo, nel territorio è sviluppato anche quello industriale, grazie alla presenza di alcune aziende meccaniche e alimentari, legate prevalentemente alla produzione del mwah0Parmigiano-Reggiano e delle conserve, tra cui la società mwah4Mutti S.p.A., con sede a Piazza di Basilicanova.cite-ref-51[51]
Infrastrutture e trasporti
Basilicanova è attraversata dalla strada provinciale degli Argini con accesso alla linea 12 della TEP s.p.a, mentre la località di Piazza sorge sulla strada provinciale di Traversetolo.cite-ref-dall-aglio-234-8-4[8]
Sport
Il Tennis Club President di Basilicanova organizza dal 2019 importanti eventi tennistici internazionali, sui quali spicca il torneo maschile dell'mwaisEmilia Romagna Open 2021 facente parte dell'mwaiwATP Tour.cite-ref-52[52]cite-ref-53[53]
Note
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Voci correlate
• mwbayRossi di Parma
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• mwbaoGian Giacomo Trivulzio
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